On ottobre - 28 - 2018

 

 

Il risultato finale del Campionato Mondiale femminile di pallavolo è stato di 6.313.000 spettatori televisivi davanti a Rai2 (36,08 % di share), con un picco sul finale di 5° set di ben 8 milioni (43,1% di share). Nettamente superato il precedente record femminile: nel 2014 a Milano per la semifinale mondiale Italia-Cina il 12 ottobre i telespettatori su Rai2 furono 4.436.000, share del 17.88%, con picco di 5.719.000.

Il record maschile resta la Finale dei Giochi Olimpici di Atlanta 1996 Italia-Olanda, che il 4 agosto su Rai 1 fece 6.520.000 spettatori, con uno share del 47,90% e un picco di 6.961.000. Per la finale dei Giochi di Rio 2016 tra gli azzurri e il Brasile gli spettatori furono 5.451.000 (share 39.3%), con un picco di 6.937.000.

Tutto il resto è gioia.

Quanto Piemonte ci sia stato in questi due Mondiali, in versione maschile e femminile, è già stato detto ampiamente, inutile ripeterci.

Nella Final Six di Torino ci era mancata solo la gioia di conquistare una medaglia, le azzurre in Giappone hanno sopperito a questo, portandoci sul podio e vicinissimo alla conquista della medaglia d’Oro. Grazie, ad imperitura memoria.

Ora ci sarà da gestire l’eredità di questo risultato, davvero l’altra faccia della medaglia rispetto alla situazione maschile, dove bisogna capire cosa fare e come procedere nel tempo per ricostruire un movimento di altissimo livello per risalire in cima al mondo.

Nel settore femminile invece bisogna gestire la crescita delle giovani in maniera positiva, senza bruciarle troppo in fretta sull’altare della popolarità, come successo solo 4 anni fa dopo il 4° posto del Mondiale milanese.

Insomma, proprio come nella storiella africana del leone e della gazzella, che ogni giorno devono correre chi per mangiare chi per non essere mangiato, nella pallavolo italiana maschi e femmine devono correre ogni giorno, chi per crescere ancora e chi per non crescere in maniera incontrollata.

Ormai non servono solo più gli allenatori per “produrre” degli atleti di alto livello, servono dei dirigenti per gestire tutto il movimento in maniera complessiva, oltre gli interessi dei singoli club, che pure mettono le risorse primarie per portare avanti il tutto, ma con una visione generale d’assieme che vada avanti nello spazio e nel tempo.

Non sarà facile, in passato non sempre abbiamo saputo cavalcare i cavalli vincenti che abbiamo costruito, speriamo che ora non sia più così.

Domenica parte anche la Serie A1 femminile e così tutta la macchina pallavolistica italiana sarà definitivamente in moto per la nuova annata agonistica.

Un weekend in cui tutti ci fermeremo per un minuto di silenzio a ricordare Sara Anzanello, che ci ha improvvisamente lasciato a soli 38 anni.

Ciao Sara, per noi sarai sempre il “Grande Puffo”, che ci ha regalato tante gioie ed emozioni.

PVO, il volley vive qui.

Bruno Bili

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